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| NOTRE-DAME de PARIS, (Riccardo Cocciante )

Tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo Musica di Riccardo Cocciante Testo e libretto di Luc Plamondon
Versione italiana di Pasquale Panella
Per saperne di più...
www.leportediparigi.com
www.notredamedeparis.it
Notre-Dame de Paris
Si tratta di un’opera di una bellezza immensa, dalla straordinaria forza musicale e con una spettacolare messa in scena. L’unica rivisitazione artistica che rispetta pienamente la storia e lo spirito del romanzo di Victor Hugo. Dopo le tre versioni cinematografiche, quali “Notre-Dame” con Charles Loughton e Maureen O’Hara, “Notre-Dame de Paris” interpretato da Aidan Quinn e Gina Lollobrigida e “The Hunchback of Note-Dame”, film d’animazione della Disney, senz’altro di qualità, ma che rappresentavano il personaggio di Frollo come un uomo crudele e insensibile, capace solo di desideri carnali, nascondendolo ipocritamente sotto la figura di un ministro di giustizia devoto alla chiesa e schiavo della fede, nell’opera di Riccardo Cocciante e Luc Plamondon, Frollo viene finalmente rappresentato per ciò che è realmente. Un Prete. Un uomo di chiesa, fedele a Dio e alla chiesa e che, proprio come avviene nella storia originale, grazie alla sua bontà d’animo, cresce con misericordia Quasimodo, ragazzo gobbo, deforme e mostruoso che vive la sua vita continuamente rinchiuso tra le solide mura della cattedrale di Notre-Dame. Un giorno Frollo si innamora, e sottolineo innamora, perdutamente di una zingara di diciassette anni semplicemente guardandola ballare dalla sua finestra. Da quel momento in poi la sua vita sarà un continuo tormento. Il prete perde totalmente la testa poiché non fa altro che pensare a lei, al suo “corpo la cui forma vi brucia” “alle sue vene azzurre” “ a quel seno che ha tanta dolcezza”, a quella ragazza zingara che l’uomo considera un segno del destino. Una tentazione del diavolo a cui lui non riesce a sottrarsi. Posseduto da questa forza incredibile e mai provata fino a quel momento, Frollo si abbandona alla sua dannazione, compiendo gesti di estrema follia. Per ordine di Frollo infatti Quasimodo tenta di rapire la zingara Esmeralda, ma non ci riesce. In suo aiuto arriverà il giovane Febo, capitano dei cavalieri del re, che salva Esmeralda e la porta via con se sul suo cavallo bianco. La ragazza subisce il fascino del cavaliere e se ne innamora follemente. Si danno appuntamento nella camera di un bordello e Frollo li segue, pugnalando Febo e denunciando poi la zingara. Esmeralda viene accusata di omicidio e condannata alla tortura e all’impiccagione. Nella messa in scena, non si riesce ad odiare Frollo poiché si intuisce perfettamente che la sua crudeltà è solo il frutto del suo amore impossibile e non corrisposto. Nella struggente “Etre pretre et aimer une famme” Il prete grida all’ascoltatore il suo amore/odio e la sua folle passione per la giovane zingara che lo fa impazzire di dolore. Tutte le arie sono di una bellezza ed una forza incredibili, ma quella di maggior impatto emotivo è la meravigliosa “Belle”, le cui note e il ritmo sensuale infiammano l’animo dell’ascoltatore proprio come quello dei tre uomini protagonisti che, pazzi di desiderio, invocano la Vergine Maria affinché dia loro la possibilità di possedere “almeno una volta” la zingara Esmeralda. Nella versione italiana spiccano le spendide voci di Graziano Galàtone, Lola Ponce, e Vittorio Matteucci, perfettamente in parte nei ruoli di Febo, Esmeralda e Frollo, per età e intensità interpretativa. Da ascoltare tutto d'un fiato!

Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità..... Il mio amico virtuale è diverso.... egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore! .....forse tu non sai ma quando mi parli, quando giochi con me.... quando mi ascolti, quando mi vuoi bene eserciti il nobile compito di un amico reale........
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