Addio, giovinezza! è una commedia di Sandro Camasio e Nino Oxilia, chiamati i dioscuri nella goliardia torinese d'inizio Novecento per la loro salda amicizia e il sodalizio letterario. Fu rappresentata per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano il 27 marzo 1911 dalla compagnia Talli-Melato e il 4 aprile seguente al Carignano di Torino dalla compagnia Falconi- Di Lorenzo. Nel 1915 fu rappresentata per la prima volta a Livorno l'omonima operetta musicata dal M° Pietri. Ne furono tratti quattro film: nel 1913, nel 1918, nel 1927 e nel 1940, oltre a due versioni televisive. commedia brillante in tre atti di Sandro Camasio e Nino Oxilia Regia di Silvia Derossi Rappresentata la prima volta nel 1911 e pubblicata nel 1921. Descrive uno spaccato di vita studentesca nel quadro della baraonda gogliardica della Torino primo Novecento
In una camera d'affitto pressso il Parco del Valentino, abita Mario che sta per laurearsi in medicina. Il suo idillio con Dorina, modista e figlia dell'affittacamere, si intreccia con gli amori di Carlo, quasi avvocato e di Emma sua fidanzatina. Solo l'occhialuto Leone, anche lui studente in medicina, finge amori che non ha, e, partecipa alle vicende dei compagni con una pensosità non priva di accento umano. Infatti, mentre Mario cerca di coinvolgersi in una fugace avventura con una ricca ed avvenente mantenuta, Leone cede alle suppliche di Dorina che riesce così a mandare a monte il convegno. Mario non saprà perdonare, ma giunto il giorno della laurea e chiusa definitivamente l'allegra vita studentesca, ecco che Dorina ricompare a congratularsi e salutarlo. I due giovani si lasciano commossi nel rimpianto della giovinezza che passa e più non torna.
La commedia fu molto fortunata ed amata negli ambienti studenteschi e non solo; a poca distanza dalla sua rappresentazione, la morte di Camasio in un letto d'ospedale e di Oxilia in combattimento, le aggiunse virtù di suggestione, quasi a testimonianza di un mondo crepuscolare di studi e di amori che si chiudeva nel contrasto con una realtà implacabile e solenne Dalla commedia furono tratte un'operetta musicata da Giuseppe Pietri ed un film
Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità..... Il mio amico virtuale è diverso.... egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore! .....forse tu non sai ma quando mi parli, quando giochi con me.... quando mi ascolti, quando mi vuoi bene eserciti il nobile compito di un amico reale........