CLAUDIO BAGLIONI FORUM... UN MONDO IN MUSICA

Analisi del testo poesia "Invictus"

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    Analisi del testo poesia "Invictus"

    Dal profondo della notte che mi avvolge,
    buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
    ringrazio gli dei chiunque essi siano
    per l’indomabile anima mia.

    Nella feroce morsa delle circostanze
    non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
    Sotto i colpi d’ascia della sorte
    il mio capo è sanguinante, ma indomito.

    Oltre questo luogo di collera e lacrime
    incombe solo l’Orrore delle ombre,
    eppure la minaccia degli anni
    mi trova,e mi troverà, senza paura.

    Non importa quanto sia stretta la porta,
    quanto piena di castighi la vita.
    Io sono il padrone del mio destino:
    io sono il capitano della mia anima.


    Invictus è una poesia scritta da William Ernest Henley, malato di tubercolosi, per incitare a non arrendersi; il titolo viene infatti dal latino, significa “invitto”, e fu composta in un ospedale. Henley, infatti, spiega che nonostante tutte le avversità della vita lui non si era mai arreso, in quanto, dice, “...Io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima.” spiega inoltre che lui è indomito, senza paura di fronte ad una malattia mortale, che lo ha costretto a letto, che la sua anima è indomabile. L'intero brano è un inno al combattere, al non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita, come ripete più e più volte l'autore.
    Il testo è composto da 16 righe composte da versi brevi, divise in quartine.
    La poesia, scritta in inglese, presenta nel testo originale rime incrociate, una metafora, “Black as the pit from pole to pole-buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro”, un'anafora, “I am the master of my fate:
    I am the captain of my soul.-
    Io sono il padrone del mio destino:
    io sono il capitano della mia anima.”, e nella terza quartina sono presenti anche vari enjambement, “Beyond this place of wrath and tears
    looms but the Horror of the shade,
    and yet the menace of the years
    finds and shall find me unafraid.-
    Oltre questo luogo di collera e lacrime
    incombe solo l'Orrore delle ombre
    eppure la minaccia degli anni
    mi trova, e mi troverà, senza paura.”.
    Io penso che questa poesia sia molto bella,
    in quanto l'autore spiega che nonostante tutto,
    nonostante tutte le problematiche
    vissute è riuscito comunque a combattere, a resistere, a vivere come meglio poteva, senza abbattersi, senza compiangersi.



    Gli amici sono l'ingrediente fondamentale della felicità.....
    Il mio amico virtuale è diverso....
    egli non guarda nei miei occhi, egli vede il mio cuore!
    .....forse tu non sai ma quando mi parli,
    quando giochi con me.... quando mi ascolti, quando mi vuoi bene
    eserciti il nobile compito di un amico reale........

     
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